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Indagini geognostiche

Le indagini geognostiche, insieme alle analisi di laboratorio geotecnico, permettono di indagare e caratterizzare la natura dei terreni dal punto di vista geotecnico, idraulico e di altre proprietà fisiche. Le possibilità di scelta sono molto ampie ed ogni metodologia va utilizzata in maniera opportuna, contestualizzandola agli scopi ed alle peculiarità del sito d’indagine. In generale, si possono distinguere le indagini geomeccaniche e le indagini geofisiche.

Le indagini geomeccaniche, quali le prove penetrometriche, i carotaggi esplorativi, le prove di permeabilità in situ, ecc. sono affidate a ditte esterne specializzate con macchinari adeguati alle diverse esigenze. Esse hanno come obiettivo l’esplorazione del sottosuolo e la valutazione delle caratteristiche fisiche di resistenza, permeabilità, compressibilità, ecc. dei terreni indagati. A tal scopo talvolta vengono prelevati dei campioni di terreno che per esempio, una volta affidati ad un laboratorio geotecnico certificato, permettono la determinazione delle caratteristiche di resistenza.

Le indagini geofisiche, quali le indagini sismiche e geoelettriche, vengono svolte internamente ed hanno lo scopo di esplorare in tempi rapidi e con bassa invasività il sottosuolo. Dalle proprietà di conduzione di una corrente elettrica o dalla velocità di propagazione delle onde sismiche generate artificialmente in superficie è possibile dedurre, attraverso l’interpretazione del dato, alla determinazione delle caratteristiche del terreno.

Lo studio GEOIDEA è in grado di svolgere le seguenti indagini geofisiche:

1) Indagini sismiche attive quali MASW utili nella determinazione della categoria di sottosuolo sismico ai sensi delle NTC2018, necessaria al progettista per il dimensionamento delle strutture.

2) Indagini sismiche passive con misurazione dei microtremori ambientali (Tecnica di NakamuraHVSR), utilizzate per gli stessi scopi di cui sopra ed in particolare alla determinazione della frequenza naturale di risonanza sismica di un sito (microzonazione sismica, risposta sismica locale).

3) Indagini geoelettriche tomografiche che permettono di ottenere una sezione 2D (anche 3D) del sottosuolo, nate originariamente per la ricerca di acque sotterranee (idrogeologia) in quanto estremamente sensibili alle variazioni di umidità del sottosuolo, trovano oggi applicazione anche nei settori della geologia applicata, ambientale e talvolta anche per scopi archeologici.

Nei pressi di un antico mulino ad acqua fu richiesta un’indagine geologica ed idrogeologica per la valutazione di alcune infiltrazioni idriche presenti nell’edificio. La tomografia geoelettrica svolta permise di caratterizzare il sottosuolo dell’area indagata nel dettaglio, evidenziando i terreni del sottosuolo e di individuare le perdite da parte di un canale di scolo.

 

L’indagine fu completata con altre due indagini tomografiche, prove di emungimento sui pozzi esistenti in proprietà che evidenziarono tra l’altro la risalita di acque sulfuree nonchè il rilevamento geologico tradizionale. Quest’ultimo permise di individuare in superficie la presenza di una faglia, il cui proseguimento in profondità fu ricostruito grazie alla tomografie geoelettrica.